Descrizione
La mostra d'arte intende valorizzare il territorio attraverso una pluralità di linguaggi espressivi che l’impostazione monografica originaria, per sua natura, non avrebbe potuto offrire:
- Roberto Andreoli – L’immediatezza dell’acquerello e il ritmo del jazz: esprime vitalismo e “moto perpetuo”, simbolo della necessità di ripartenza attraverso l’energia del colore.
- Marino Galizio – Il rigore del disegno e l’impiego di materiali poveri (cenere, aghi di pino): una ricerca di onestà intellettuale che restituisce dignità alla fragilità umana e alla verità dei sentimenti.
- Carlo Ioretti – Sublimazione della materia e dialogo tra visibile e invisibile: una visione spirituale e quasi alchemica che trasforma il peso della realtà in luce e ordine formale.